Un appuntamento imperdibile con la memoria
“L’Olocauso è una parola del libro dell’Umanitá da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria” – Primo Levi.
Tutti gli alunni delle secondaria I grado Michetti-Pascoli assisteranno, insieme ai loro docenti, allo spettacolo teatrale “Il tango della morte” della prof.ssa Franca Berardi, musiche del maestro Stefano Cutilli, anche lui docente dell’Istituto.
La replica del 2 febbraio 2023 alle ore 21.00, presso il Cinema-Teatro S. Andrea, è aperta a genitori, docenti di altre scuole, estimatori. Per l’Ufficio Scolastico Provinciale presenzieranno le prof.sse Daniela Puglisi e Tiziana Venditti.
Non mancate!
PRENOTA LA REPLICA DEL TUO SPETTACOLO AL NUMERO 339/8969061
TITOLO: Il Tango della Morte
GENERE: Drammatico
AUTORE: Franca Berardi
REGIA: Federica Vicino e Franca Berardi
RICERCA STORICA E DOCUMENTAZIONE: Franca Berardi
DURATA: 75 minuti circa
PRODUZIONE: Officine Solidali Teatro e Arte Pescara, Franca Berardi e Associazione AMICO (Associazione Malformazioni Infantili Chirurgiche Onlus)
MUSICHE ORIGINALI: Stefano Cutilli
INTERPRETI: Officine Solidali Teatro e Arte Pescara
NOTA DELL’AUTRICE:
Non è semplice parlare di ciò che è accaduto nei campi di prigionia perché la mente dell’uomo sano difficilmente riesce anche solo a reggerne il pensiero. Ma non è possibile non raccontare ciò che è stato, soprattutto ai giovani. Spesso all’interno di una storia se ne intrecciano altre e poi altre ancora, come nel caso dell’ opera “Il Tango della Morte”, nata per essere raccontata ai ragazzi, ma dedicata anche al mondo degli adulti.
Dopo aver lottato insieme alle proprie compagne, una ballerina ebrea polacca vedrà la morte, ma non senza prima uccidere il suo carnefice.
Protagonista una donna, o meglio, tutte le donne che lottano contro la differenza di genere per vedere riconosciuti i diritti di tutti e di ciascuno.
Dalle testimonianze pervenute, l’interpretazione della vita nel Lager da parte di una donna tende ad essere molto diversa da quella di un uomo.
L’esperienza al femminile risulta caratterizzata da ulteriori risvolti appartenenti in modo forte ed esclusivo alla donna. La maternità è senz’altro il primo riferimento, l’unica ragion di vita, a cui aggrapparsi: quando lo sconforto si fa ancora più grande, il desiderio di rivedere i figli da cui si è stati violentemente separati diventa l’unica ancora di salvataggio. La natura ha dato questo dono e privilegio alla donna, facendola nascere madre e, per questo, grazie proprio al pensiero di ricongiungersi ai suoi bambini, si mostra forte nel Lager. Anche in un posto buio come quello, si riescono a cogliere emozioni molto femminili , legate alla quotidianità, parole di rassicurazione e accudimento rivolte ai bambini, ninna nanne o filastrocche, come se i figli fossero con loro.
Spesso cantano dolci canzoni mentre sono costrette ad accompagnare a morire il proprio bambino nelle camere a gas, pensiero insopportabile anche ai più algidi! Ma tutto ciò non costituisce l’unica differenza della vita maschile e femminile nel Campo. Anche le cose più banali e superficiali sono decodificate diversamente. Basti pensare alla ferita inflitta dalla brutale rasatura che accompagna l’ingresso ai campi, ben più profonda per una donna che per un uomo; oppure al senso del pudore violato, caratterizzante proprio quei tempi , molto più intenso per una donna, magari anche molto giovane. Non si tratta solo di “estetica”. La questione è legata al giudizio morale. Altra profonda e forte differenza è la solidarietà tutta femminile che vive assieme alle donne durante tutta la permanenza nei Campi di Concentramento o di Sterminio. E’ noto a tutti infatti che, a differenza degli uomini, le donne si sono sempre aiutate.
Una nuova opera, una storia tutta da raccontare. Ancora una volta ambientata nella crudele e atroce realtà della gelida Auschwitz. Ancora una volta narrata dalla voce di un’ insegnante che dice ciò che è stato, ma senza turbare o impressionare perché gode del nobile privilegio di sentire empaticamente tutti i giorni le anime dei propri giovani alunni.
La rappresentazione sarà messa in scena da attori professionisti certificati nel settore specifico di riferimento. Il lavoro, ottimo per le scuole, è stato già patrocinato dalla Comunità Ebraica di Roma, che ne ha riconosciuto e condiviso con piacere il valore educativo, dall’Istituto di Cultura Italiana di Cracovia e dall’UDI (Unione Donne in Italia Pescara). Il progetto ha già ricevuto il premio “Agape caffè letterari d’Italia e d’Europa”.
Officine Solidali Teatro & Arte



















